Può un uomo stare inpiedi 8 ore a giocare a uno stupido videogioco per 45€?
si, può
Trovo molto interessante la mia parte intollerante, che mi rende rivoltante tutta questa bella gente.
Giorni che passano con i nervi a fior di pelle.
Si sbrocca per nulla.Ti sbroccano per nulla.
Una sensazione di fastidio continua.
A un mese e mezzo dalla maturità una persona normale si concentrerebbe sulla scuola.
Io invece ho deciso che sta settimana non vado, domani lavoro, sabato forse me ne sto a casa, lunedì martedì ponte, il 3 e il 4 si spera di fare sti cazzo di 100 giorni.
alle interrogazioni penseremo dopo, o non penseremo mai.
tanto non me ne fotte un cazzo.
"Compresi che Haller era un genio della sofferenza e aveva coltivato,nel senso di alcune frasi nietzscheane,una capacità di soffrire illimitata, geniale, spaventevole.
Compresi pure che il suo pessimismo non era fondato sul disprezzo del mondo, ma sul disprezzo di sè, poichè, pur parlando senza riguardi e spietatamente di istituzioni o persone, non escludeva mai se stesso, anzi era sempre il primo bersaglio delle proprie frecciate, era sempre il primo contro il quale rivolgeva il suo odio e la sua negazione...
A questo punto devo inserire una nota psicologica.Per quanto sappia poco della vita di Haller, ho motivo di supporre che sia stato allevato da genitori e maestri amorevoli ma rigidi e religiosi, secondo quella pedagogia che segue il principio "di spezzare la volontà". In questo allievo però non erano riusciti a spezzare la volontà e a distruggere la personalità: era troppo forte e duro, orgoglioso e intelligente. Invece di annullare la sua persolità avevano potuto soltanto insegnarli a odiare se stesso. Contro di sè, contro questo soggetto nobile e innocente egli volse per tutta la vita la genialità della fantasia, la potenza del pensiero. Era infatti pur sempre profondamente cristiano e martire, poichè lanciava anzitutto contro se stesso tutto l'acume, la critica, la malignità e l'odio di cui era capace. In quanto al prossimo egli faceva di continuo i più seri ed eroici tentativi di amarlo, di essere giusto, di non fargli del male poichè il precetto "ama il prossimo tuo" era radicato nel suo cuore quanto l'odio per la propria persona; sicchè per tutta la vita dimostrò con l'esempio che senza amare se stessi non è possibile neanche amare il prossimo, che l'odio di sè è identico al gretto egoismo e produce infine il medesimo isolamento, la medesima disperazione."
(Herman Hesse - Il Lupo Della Steppa)
Anche al secondo libro della serie, il Tarta ha colto nel segno.
"Nei lunghi e tormentati inverni,
che adesso volgono al termine,
è stata estranea troppe volte
quella salubre autoironia."
Faccio un giro con la macchina.
E' bella Roma di notte, è bello guidare a Roma di notte.Le strade, di solito pienissime, si lasciano attraversare liberamente.
Una leggera scossa di pioggia precedente ha donato lucidità a tutto.
Andiamo a giocare a biliardo, una cosa tranquilla.
Mi diverto,si.Con Fracchia, Ste, e Bianco non c'è manco il dubbio di annoiarsi.
Però sono assente.
Sei di nuovo in testa.Eri uscita per un po'.
Non capisco,no, non capisco.
Mi dici che non ho mai due minuti per te, è vero.
Ma più ti cerco, più tu scappi.
Allora che gioco è?
Così io non vado da nessuna parte...e non so dove vai te...
Avete presente quel passaggio dalla semplice attrazione fisica, al senso di affinità, al finale innamoramento?
beh, io ci sono appena passato.
Ho sempre adorato la notte.
Fin da bambino...mai avuto paura del buio.
Poi un po' più in là col tempo la notte ha iniziato a significare quei momeni di libertà, di intimità con le prime ragazze alle medie, voleva dire vedere le stelle d'estate, le prime notti fuori al liceo, le notti in bianco...
E mo...dopo sti mesi d'insonnia...mi sto innamorando...
vorrei smettere di vivere di giorno,e diventare un vampiro.
o un metronotte.
"..io la notte non dormo più,io dagli occhi vedo blu!..."
Approfittando di questi giorni di prolungata vacanza coatta ho finito di leggere La Linea D'Ombra...e come promesso, ecco il resoconto.
Meditativo e Nostalgico. Le prime due parole che vengono in mente pensando a questo libro.
Il protagonista parla in prima persona, col suo pessimismo in primo piano a dipingere un quadro malinconico, quasi romantico.
La linea d'ombra,che non sarà mai ben delineata, divide la vita in due. Una volta superata ti lasci la giovinezza alle spalle.
Perchè arriva un momento in cui non sei piu un bambino, o un adolescente. E prendi il comando della tua vita come il capitano prende il comando di una nave.
E nonostante l'entusiasmo per questo passaggio di grado, capirai la sofferenza che ti aspetta, le difficoltà, le malattie, gli imprevisti, lo sconforto che la vita ti mette davanti.
Ma in fondo, anche se sulla nave l'equipaggio sarà moribondo, le forze saranno poche, e tutto sembra essere avverso, ognuno di noi riuscirà a raggiungere il suo porto, in questo lungo viaggio.
Già il post di ieri si potrebbe riassumere come " i deliri di un neodiciannovenne alcolista depresso".
Per evitare il bis oggi, mi limito a ringraziare tutti quelli che sono stati con me ad ariccia oggi.
Grazie...
E un piccolo appunto.
non riuscirò mai a capire come ormai dividiamo ogni cosa.un tuo dolore è il mio dolore.una tua gioia è la mia gioia.La tua felicità è la mia felicità..
E così all'improvviso hai un anno di più.
Come ci si sente a 19 anni?
come a 18,purtroppo.
Purtroppo,non come a 17.
Forse dovrei finirla di paragonare ogni giorno a quello dell'anno prima.
Ma guardando per caso le foto mi sono ritrovato vestito preciso uguale a un anno fa.
E tutta la mente è tornata indietro a un anno fa.Ma non è più possibile essere felice come allora.
Forse potrò essere felice comunque, ma non in quel modo,non per quei motivi.
Forse un giorno per stare bene non avrò bisogno di ricorrere all'alcol.
Perchè stamattina ero così preso a male che se pure i miei nonni si scordano che è il mio compleanno, prende la voglia di suicidio in automatico.
Poi il vino ha fatto la sua parte, so praticamente andato in coma e al risveglio tutto è così annebbiato da non lasciare passare il dolore che è in agguato fuori da sta patina che ho nella mente.
I nuovi vicini hanno un cane.
Sto cane vive chiuso in balcone, neanche lo portano giu a pisciare.
Ogni tanto tocca vede che lo frustano.
E' il cane piu triste che abbia mai visto.
Guarda passare il tempo inerte.
Non si ribella mai al suo destino, e quando lo fa prende le frustate.
Quindi rassegnato sta lì, e vegeta.
Mi sento come quel cazzo di cane.
Che poi al giorno del tuo compleanno ti rendi conto sempre che sei qui per qualcuno.
Che poi il giorno del tuo compleanno ti rendi sempre più conto di quanto devi ai tuoi genitori.
Sei debitore in eterno.
E nonostante uno ci provi, non può dare,nè ricevere, in un giorno quell'affetto che manca da anni.e neanche una minima parte di questo.

« CarLoL »Sempre lo stesso, perennemente innamorato, perennemente infastidito, continuamente stanco e sempre con la stessa voglia di andare un passo oltre...spinto da una sensazione.