"già allora cercavi bellezza
questa ferita acuta che dilania in solitudine
immagini e versi il primo viaggio senza fiato
poi danza e teatro a squassarti il cuore
e la voce antica
la voce roca che ti chiamò dal mare..."
recita così l'inizio di una poesia scritta da un amico di mio padre, piccolo ricordo toccante dei 10 giorni passati a Rimini. Perchè nonostante fossi partito solo con l'idea di fare su qualche spiccio, sono tornato pieno, e non solo di spicci.
E tutto questo mi spaventa.
L'esame di lunedì passa in secondo piano rispetto a tutti gli altri pensieri.
« CarLoL »Sempre lo stesso, perennemente innamorato, perennemente infastidito, continuamente stanco e sempre con la stessa voglia di andare un passo oltre...spinto da una sensazione.